Sviluppo professionale
Intervista a Serge Fehr: competenze, leadership e capacità di adattamento al centro della gestione bancaria.
1° settembre 2025
Nel corso di questa intervista, Serge Fehr condivide la sua visione sullo sviluppo delle competenze, sulla leadership e sull’accompagnamento manageriale in un settore bancario in continua evoluzione. Torna inoltre sull’importanza della formazione continua, sul contributo del Certificato ISFB in Gestione Bancaria e Adattabilità e sul valore aggiunto che l’ISFB rappresenta per gli istituti finanziari e per la piazza finanziaria ginevrina.
Serge Fehr, lei è Head Swiss Domestic Region (Private Clients) presso il Gruppo Lombard Odier. Qual è l’importanza dello sviluppo delle competenze all’interno della sua istituzione?
In Lombard Odier, l’eccellenza è al centro del nostro impegno nei confronti dei nostri clienti, che sono imprenditori e famiglie facoltose. Il nostro compito è quello di affrontare ogni aspetto che influisca sulla situazione patrimoniale complessiva del cliente, con un approccio olistico in linea con gli obiettivi familiari a lungo termine. Ciò richiede una perfetta padronanza di numerose competenze, in particolare in materia di fiscalità, previdenza e trasmissione intergenerazionale. Il private banking non si limita alla gestione patrimoniale: mira a offrire ai nostri clienti la massima serenità in tutti gli aspetti legati alla loro pianificazione patrimoniale e finanziaria. A tal fine, ci avvaliamo dei migliori esperti, che devono seguire una formazione continua in linea con l’evoluzione delle leggi e delle norme svizzere. Questo requisito di sviluppo continuo delle competenze garantisce la pertinenza e la sostenibilità della nostra consulenza. Esso riflette la nostra responsabilità di banchieri: essere il partner di fiducia per tutta la vita del cliente e della sua famiglia, di generazione in generazione.
Come descriverebbe la cultura manageriale e la visione della leadership all’interno della sua banca?
La leadership è uno dei pilastri fondamentali della nostra cultura manageriale. Non si tratta semplicemente di un concetto astratto, ma di un insieme di principi chiaramente definiti e attivamente coltivati a tutti i livelli dell’organizzazione. Infatti, tra il 2024 e il 2025, sono stati costituiti diversi gruppi di lavoro al fine di identificare i principi chiave della leadership propri della nostra Azienda. Questo approccio collaborativo ha permesso di far emergere una visione condivisa, fondata sui nostri valori specifici.
Sebbene le qualità e le competenze associate alla leadership possano essere numerose, abbiamo volutamente limitato il numero dei principi selezionati per garantirne un’attuazione sistematica e coerente. Questi principi sono integrati nei nostri processi di sviluppo dei talenti, di valutazione manageriale e di formazione continua.
Questo approccio alla leadership promuove una cultura manageriale basata sulla fiducia, la trasparenza e l’impegno. È essenziale per accompagnare la trasformazione del nostro settore, attrarre e trattenere i migliori talenti e rispondere alle crescenti aspettative dei nostri clienti.
Cosa vi aspettate dai vostri dirigenti in termini di leadership e in che modo li sostenete nello sviluppo delle loro competenze in questo ambito?
Da molti anni mi appassiono di leadership, e in particolare di leadership positiva. Si tratta di un approccio impegnativo, ma essenziale: influenza direttamente il benessere, la motivazione e l’impegno delle persone sotto la nostra responsabilità. Sono molto attento a questa dimensione, perché non si riduce semplicemente all’essere apprezzati — non è una gara di popolarità.
Infatti, la leadership è un po’ come il funambolismo: bisogna procedere mantenendo l’equilibrio tra rigore e benevolenza, tra ascolto e coraggio. È complesso, a volte estenuante… ma profondamente gratificante quando si vede un team dare il meglio di sé con il sorriso, sostenuto da un’energia collettiva.
Una volta definiti i nostri principi di leadership, abbiamo poi lanciato un programma ambizioso, destinato a tutti i nostri manager. Va oltre le competenze: riguarda l’impatto che ciascuno può avere, giorno dopo giorno, sugli altri.
Ciò che mi aspetto dai nostri leader è semplice: che assumano questo ruolo perché ci credono, non solo perché lo ricoprono. Essere responsabili significa influenzare delle vite, a volte senza rendersene conto. La leadership è, a mio avviso, l’essenza stessa del funzionamento — o del malfunzionamento — del mondo in cui viviamo. Cominciamo con l’influenzare positivamente il nostro.
A breve (ottobre 2025) avrà inizio una nuova edizione del Certificato ISFB in Gestione Bancaria e Adattabilità. Quali sono, secondo lei, le principali sfide in questo settore e in che modo questo programma può offrire soluzioni concrete?
Questo certificato ISFB mi sembra un proseguimento naturale e complementare al nostro programma di leadership. Affronta tematiche chiave — come la resilienza, l’approccio manageriale o la gestione dello stress — che a volte meritano un’analisi più approfondita e approcci diversificati. Il formato è originale, concreto e invita a uscire dagli schemi per riflettere in modo diverso, il che è prezioso in un ruolo così impegnativo come quello del manager.
Per chi desidera continuare a formarsi su questo argomento appassionante, si tratta di una bella opportunità. Il management è una disciplina viva, in continua evoluzione, e perfezionarsi in questo campo non dovrebbe mai essere percepito come un obbligo, ma come un percorso volontario, guidato dalla convinzione che si possa sempre fare di meglio — per sé stessi, per gli altri e per l’organizzazione.
In qualità di membro di lunga data dell’ISFB, quali vantaggi individua per un istituto come il suo?
L’ISFB rappresenta un vero e proprio valore aggiunto per il nostro istituto e per la piazza finanziaria. La sua offerta arricchisce le nostre iniziative interne, fornendo una visione esterna, strutturata e aggiornata sulle sfide chiave della gestione bancaria. In un contesto in continua evoluzione — in particolare sul piano normativo — questa capacità di adattamento è indispensabile. La possibilità di progettare corsi di formazione su misura è particolarmente interessante: consente di rispondere con precisione alle esigenze specifiche dei nostri team, alimentando al contempo una cultura dell’apprendimento continuo, essenziale per rimanere competitivi e agili.
Serge Fehr
Socio accomandatario e responsabile della regione svizzera (clienti privati) presso il Gruppo Lombard Odier
«Il management è una disciplina viva, in continua evoluzione, e perfezionarsi in questo campo non dovrebbe mai essere visto come un obbligo, ma come un percorso volontario, guidato dalla convinzione che si possa sempre fare di meglio — per sé stessi, per gli altri e per l’organizzazione.»
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