Sviluppo professionale
Intelligenza artificiale e sviluppo delle competenze nel settore bancario: quali premesse?
1° marzo 2024
In un contesto di incertezza, il mondo del lavoro richiede la mobilitazione di competenze molteplici e specialistiche, nell’ambito di una specializzazione polivalente. L’intelligenza artificiale generativa, in forte espansione, aumenta ora il rischio di accelerarne l’obsolescenza in diversi settori di attività.
Secondo la recente edizione del 2024[1] del CEO Survey di PWC, il 63% dei dirigenti svizzeri che hanno partecipato allo studio prevede che, nel medio termine, l’intelligenza artificiale generativa richiederà nuove competenze da parte dei propri collaboratori. Da quando è stato reso disponibile al grande pubblico il 30 novembre 2022, ChatGPT è al centro dell’attenzione grazie a un’adozione massiccia e fulminea. Si potrebbe parlare di un «prima» e di un «dopo» ChatGPT.
Si moltiplicano ormai le valutazioni sui rischi e sulle opportunità offerti dai prodotti della società OpenAI e dei suoi vari concorrenti. Ciò si spiega con il fatto che l’applicazione ChatGPT e i modelli successivi che essa integra sono in continua evoluzione e segnano una svolta nella trasformazione digitale in atto dalla metà degli anni ’90.
Questa trasformazione, avviatasi tre decenni fa, è stata oggetto di innumerevoli articoli e libri che ne descrivono gli sconvolgimenti che la accompagnano a livello sociale, organizzativo e individuale. Ha dato adito alle speculazioni più azzardate riguardo al lavoro e all’occupazione. Un importante rapporto del 2016[2] sugli impatti sociali della digitalizzazione dell’economia, redatto dall’Istituto Sindacale Europeo, definiva la quarta rivoluzione industriale, che celebra la rivoluzione digitale, una «tempesta perfetta» sui mercati del lavoro. E questo nonostante il termine «intelligenza artificiale» comparisse solo una volta nelle 80 pagine del rapporto. Ciò non sorprende più di tanto se si considera che il timore principale dell’epoca era quello di vedere i robot sostituire il lavoro poco o per nulla qualificato.
IA generativa, competenze del futuro e soft skills
Ormai, le intelligenze artificiali generative, con ChatGPT in testa, competono anche in compiti che fino ad allora richiedevano le facoltà intellettuali e creative dell’uomo. In misura diversa, in alcuni settori di attività sono già in atto profondi cambiamenti nel mondo del lavoro e dell’occupazione, e molti lavoratori finora al sicuro vedono crescere la minaccia. La questione della distruzione dei posti di lavoro da parte dell’IA alimenta il dibattito tra tecnopessimisti e tecno-ottimisti, come già era avvenuto in passato con l’automazione.
Per il momento, il lavoro continua a occupare un posto di primo piano nella vita delle persone. Di fronte alla crescente necessità per le imprese di innovare al fine di creare valore e garantire così la propria sopravvivenza, la creatività sul lavoro è diventata importante quanto lo era la produzione nell’era industriale.
In un contesto di sviluppo dell’IA in cui il punto di forza dell’essere umano risiede in particolare nella sua capacità di affrontare l’imprevedibile, il valore aggiunto umano si basa sempre più su una combinazione di competenze tecniche e trasversali. Insieme a solide conoscenze e competenze tecniche, le competenze trasversali costituiscono senza dubbio la risorsa più preziosa degli esseri umani per competere con le macchine.
Tra i modelli di soft skill disponibili, quello delle 4C gode di consenso unanime. L’OCSE e il Forum economico mondiale, in particolare, individuano nelle 4C le competenze essenziali per affrontare le sfide del mondo del lavoro di domani. Pertanto, la comunicazione, la cooperazione, il pensiero critico e la creatività sarebbero le competenze meno suscettibili di essere ridotte ad algoritmi e dovrebbero, di conseguenza, essere sviluppate in via prioritaria.
Settore bancario svizzero, intelligenza artificiale generativa e opportunità
Il settore bancario svizzero ha registrato la sua espansione più forte tra il 1960 e il 1990. Da allora, dagli albori della trasformazione digitale degli anni ’90 alla recente crisi del Covid, passando per la crisi finanziaria del 2008, le banche non hanno mai smesso di reinventarsi per far fronte a un contesto economico e politico instabile e ai nuovi comportamenti dei propri clienti. Questi cambiamenti, al tempo stesso vasti e complessi, hanno richiesto adeguamenti significativi.
Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, gli istituti finanziari ne stanno valutando l’utilizzo già da tempo. Tuttavia, l’emergere dell’IA generativa e l’accelerazione della sua evoluzione pongono nuove sfide e potrebbero offrire prospettive di sviluppo inedite che occorrerà identificare e valutare, come è già avvenuto in altri contesti in passato.
Con l’introduzione dei bancomat negli anni ’90, le banche hanno saputo cogliere l’opportunità di trasformare l’attività originaria degli sportelli in un’attività di consulenza ai propri clienti, mettendo in luce una domanda latente e aprendo nuove vie di sviluppo del business. Questo cambiamento ha determinato un aumento delle competenze per numerosi professionisti e ha favorito l’occupazione.
Le questioni attuali e future relative all’IA, e in particolare all’IA generativa, sono innumerevoli. In che modo le banche possono creare nuovi prodotti e servizi e arricchire l’esperienza del cliente grazie all’IA? In che modo l’IA può facilitare l’accesso alla conoscenza e il processo decisionale su fronti operativi e strategici? E, soprattutto, quali competenze sono necessarie per intraprendere questi cambiamenti e come coinvolgere i collaboratori in questo processo, valorizzando i loro talenti? Al momento è molto difficile rispondere a queste domande e a tutte quelle che verranno, ma meritano di essere poste al di là della divisione tra tecnopessimisti e tecno-ottimisti.
[1] https://www.pwc.ch/fr/insights/ceo-survey/2024.html
[2] https://www.etui.org/fr/publications/working-papers/les-impacts-sociaux-de-la-digitalisation-de-l-economie
Stéphane Bonzon
ISFB
Psicologo
«In misura diversa, in alcuni settori di attività sono già in atto profondi cambiamenti nel mondo del lavoro e dell’occupazione, e molti lavoratori finora rimasti al riparo vedono crescere la minaccia. La questione della distruzione dei posti di lavoro causata dall’intelligenza artificiale alimenta il dibattito tra tecnopessimisti e tecno-ottimisti, come era già avvenuto in passato con l’automazione.»
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Oltre all’offerta formativa in ambito tecnico e manageriale, l’ISFB mette a disposizione dei dipartimenti delle risorse umane delle banche associate diversi servizi di consulenza in materia di orientamento e gestione della carriera.