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Intervista a Isabelle Jacob-Nebout, responsabile della gestione patrimoniale presso Indosuez Wealth Management in Svizzera

31 ottobre 2024

Isabelle Jacob-Nebout, può parlarci della filosofia di gestione della sua struttura?

All’interno di Indosuez Wealth Management abbiamo avviato un importante processo di trasformazione culturale e gestionale per affrontare le sfide odierne e preparare la nostra organizzazione al futuro. Dobbiamo inoltre far fronte a esigenze sempre più elevate da parte dei nostri clienti, dei nostri collaboratori, dei nostri partner e delle autorità di regolamentazione. Nell’era della digitalizzazione, è fondamentale concentrare i nostri team su attività ad alto valore aggiunto, portando avanti al contempo molteplici progetti di trasformazione.

Per rispondere a queste sfide, abbiamo definito diversi obiettivi chiari. Cerchiamo di rafforzare l’impegno e le prestazioni dei collaboratori al fine di servire sempre meglio i nostri clienti. Questo approccio si basa su tre pilastri: la responsabilizzazione, la fiducia e lo spirito di iniziativa. Anche la semplificazione della nostra organizzazione è una priorità, poiché ci consente di acquisire maggiore agilità. Crediamo fermamente nella responsabilizzazione dei team, non solo nell’interesse dei collaboratori e dell’azienda, ma anche a vantaggio dei nostri clienti. Inoltre, desideriamo consentire ai manager di concentrarsi sul «perché» piuttosto che sul «come». Rafforzando l’impegno, miriamo ad accelerare le prestazioni e l’efficienza collettiva.

Per raggiungere questi obiettivi, abbiamo avviato diverse iniziative. Oltre a un accompagnamento personalizzato per i senior manager, abbiamo introdotto un programma di coaching di gruppo della durata di tre mesi. L’obiettivo di questo programma è quello di consolidare i cambiamenti nelle modalità operative e nelle interazioni.

Grazie a questi sforzi, miriamo a creare una cultura aziendale più agile, responsabile ed efficiente, in grado di soddisfare le aspettative di tutti i nostri stakeholder.

Cosa vi aspettate dai vostri dirigenti in termini di gestione?

Ci aspettiamo che i nostri dirigenti adottino un approccio del tipo “lead by example” in termini di rigore ed eccellenza operativa. Non solo devono sostenere la nostra strategia, ma anche incarnarla nella quotidianità. Ciò significa che devono essere modelli di comportamento e di rendimento per i propri team.

Inoltre, è fondamentale che i nostri dirigenti siano accessibili. L’accessibilità favorisce una comunicazione aperta e trasparente, essenziale per creare un ambiente di lavoro collaborativo e inclusivo. Ci aspettiamo inoltre che dimostrino sia rigore che benevolenza. La benevolenza è al centro della nostra cultura manageriale e contribuisce a creare un clima di fiducia e rispetto reciproco.

Queste qualità sono fondamentali per ispirare e motivare i loro team e per raggiungere i nostri obiettivi comuni.

Come si diventa manager nella vostra struttura?

Innanzitutto, diventare manager non è ovviamente l’unico percorso possibile all’interno della nostra organizzazione e attribuiamo grande importanza alle competenze professionali, sia per le funzioni commerciali che per quelle di supporto.

Quando possibile, privilegiamo le promozioni o le mobilità interne quando si tratta di ricoprire una posizione manageriale vacante. La valorizzazione dei nostri talenti è un elemento centrale del nostro progetto "Umano". Ci sta molto a cuore offrire regolarmente opportunità a esperti ed esperte che dimostrino impegno, serietà e un atteggiamento in linea con i nostri valori, la nostra cultura e le nostre ambizioni. Affinché possano cogliere al meglio questa opportunità e realizzarsi nelle loro nuove funzioni, li accompagniamo con corsi di formazione, consulenza e feedback sulle loro azioni in qualità di manager. Non si nasce manager, lo si diventa.

Per quanto riguarda la formazione manageriale, esistono due percorsi. Il primo è rivolto ai manager junior e ha lo scopo di accompagnarli nell’assunzione del loro nuovo incarico. Il secondo programma è rivolto ai manager più esperti e consente loro di effettuare una valutazione completa della propria pratica manageriale.

Quali sono, secondo voi, le sfide che la piazza finanziaria romanda deve affrontare in materia di sviluppo delle competenze?

Una delle sfide principali è quella di continuare a promuovere una cultura dell’eccellenza e della competenza. È fondamentale mantenere standard elevati per rimanere competitivi sul mercato globale e offrire servizi di qualità ai nostri clienti.

Anche l’integrazione della finanza sostenibile in tutte le aree di attività rappresenta una sfida fondamentale. La finanza sostenibile non è più un’opzione, ma una necessità, ed è fondamentale che tutti i professionisti del settore ricevano una formazione e siano sensibilizzati in merito, per rispondere alle aspettative dei clienti e delle autorità di regolamentazione.

Inoltre, l’integrazione delle nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale, è indispensabile per ottenere maggiori efficienze e concentrarsi su attività ad alto valore aggiunto. Facilitare tale integrazione, mantenendo al contempo solidi sistemi di sicurezza informatica per proteggere i dati sensibili, rappresenta una sfida di grande importanza.

Infine, è importante gestire le aspettative delle nuove generazioni, in particolare per quanto riguarda le opportunità di mobilità all’interno delle organizzazioni. I giovani professionisti cercano ambienti di lavoro che offrano loro non solo progetti stimolanti in linea con i propri valori, ma anche una certa flessibilità e possibilità di sviluppo personale e professionale.

Le sfide relative allo sviluppo delle competenze nel settore finanziario della Svizzera romanda sono molteplici e richiedono un approccio olistico per garantire la sostenibilità e la crescita del settore.

Grégoire Pennone

Isabelle Jacob-Nebout

Responsabile della divisione Wealth Management, Indosuez Wealth Management in Svizzera

«Una delle principali sfide per il settore finanziario della Svizzera romanda in materia di sviluppo delle competenze è quella di continuare a promuovere una cultura dell’eccellenza e della competenza.»

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