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Energia, emozione e adattabilità: i tre pilastri della leadership di Nicolas Syz, amministratore delegato della Banca Syz
23 marzo 2026
Nel modo in cui Nicolas Syz racconta il proprio percorso traspare una sincerità sorprendente. Non si tratta di un racconto eroico, ma di un percorso fatto di spostamenti, incontri, prove e intuizioni. Una storia in cui affiorano gli elementi che lo animano: l’energia come modo di essere, l’emozione come motore e l’adattabilità come riflesso.
Alla guida di una banca a conduzione familiare con 280 collaboratori, incarna uno stile di leadership profondamente umano, alimentato da un’esperienza internazionale e da una visione rigorosa delle competenze necessarie per portare avanti un’attività basata sulle relazioni, sulla competenza e sulla fiducia.
Intervista a cura di Mathias Baitan, 5 marzo 2026 (Ginevra)
Mathias Baitan: Ora che sta iniziando le sue prime settimane alla guida della Banca Syz, quali qualità le sembrano essenziali per affrontare questo nuovo incarico?
Nicolas Syz: Direi che tre elementi mi caratterizzano: l’energia, l’emozione e la capacità di adattamento.
Prima di tutto, l’adattabilità. Ho capito subito che, sia nella carriera che in un’organizzazione, molti fattori sono in continua evoluzione. Per andare avanti, bisogna saper adattarsi, interpretare le situazioni e trovare il ritmo giusto. Paradossalmente, questa capacità di adattarsi porta molta stabilità.
Anche l'emozione gioca un ruolo importante. Nel nostro settore si parla spesso di tecnica o di normative, ma il cuore del mestiere rimane il rapporto: la fiducia che si costruisce, il modo in cui un cliente o un collaboratore percepisce il nostro impegno. L'emozione fa parte di questa equazione.
E poi c’è l’energia. Mi piace andare avanti, coinvolgere, motivare. Il nostro logo arancione non è un caso: è un colore che trasmette slancio e positività. Cerco semplicemente di condividere questa energia con chi mi circonda.
MB: Lei parla dell’importanza dell’emozione. In che modo questo elemento trainante si è affermato nel suo percorso?
Nicolas Syz: Credo che ciò derivi in gran parte dalle persone che ho incontrato. Ho lavorato in Thailandia, in Cambogia, a Singapore, a Londra, a Parigi… e ovunque sono state proprio le persone a insegnarmi di più: la loro etica del lavoro, il loro modo di trattare gli altri, di rispettare e di trasmettere.
Mi sono ispirato a profili molto diversi tra loro: alcuni profondamente umani, altri estremamente disciplinati e rigorosi.
Questi contesti erano talvolta impegnativi, e vivere all’estero costringe a reinventarsi. Quando si arriva in un paese dove non si conosce nessuno, dove non si padroneggiano le regole, bisogna imparare in fretta, ascoltare molto, osservare.
Questo sviluppa l'empatia, l'intuizione e la capacità di percepire ciò che accade in una relazione.
E poi ho praticato molto lo sport, in particolare lo skeleton. In questo sport, il fallimento è una costante: si cade, ci si rialza, si ricomincia. Si impara ad accettare le emozioni e a incanalarle.
MB: Lei parla del fallimento con grande serenità. In che modo queste esperienze hanno influenzato il suo modo di prendere decisioni?
Nicolas Syz: Ho vissuto dei fallimenti, soprattutto durante gli studi. Ho fallito il primo anno di università, poi ho attraversato un periodo di forte insicurezza durante il secondo, perché non potevo più permettermi di fallire.
Questo avrebbe potuto paralizzarmi. Al contrario, mi ha aiutato a conoscermi meglio: a capire come reagisco sotto stress, come ragiono quando perdo i miei punti di riferimento.
Questi momenti ci costringono a chiederci perché facciamo certe cose. Per me è stata una lezione importante: si va davvero avanti quando si agisce per convinzione personale, non semplicemente per soddisfare un’aspettativa o una norma.
È anche una grande lezione in materia di decisioni. Ho imparato a non lasciare mai che sia l’urgenza a dettare la risposta. L’urgenza porta spesso a decisioni sbagliate.
Oggi, di fronte all’incertezza, ricorro sempre allo stesso metodo: osservare, comprendere, analizzare e poi decidere. In fondo, ciò che conta non è evitare tutte le difficoltà, ma saper rialzarsi e ricostruirsi.
È questo che cerco di trasmettere ai miei figli e anche ai miei collaboratori.
MB: Il suo percorso professionale l’ha portata a lavorare in diversi settori prima di approdare al mondo bancario. In che modo questa esperienza ha contribuito a plasmare la sua visione odierna?
Nicolas Syz: Ho iniziato a lavorare alla Firmenich, un’azienda a conduzione familiare, il che rispecchiava la mia storia personale.
Poi sono seguite Singapore, Londra e Parigi. A Parigi ho lavorato nel mondo dei profumi: un mondo in cui l’emozione è onnipresente e in cui si impara ad ascoltare in modo diverso.
Successivamente ho lavorato presso UBS a Zurigo, dove ho scoperto un settore estremamente strutturato. Lì ho compreso il valore delle competenze tecniche, ma anche l’importanza della preparazione e della disciplina.
Queste esperienze mi hanno formato molto. Ma ciò che mi ha colpito di più rimane sempre la stessa cosa: le persone, i loro comportamenti, le loro complementarità.
Tutto questo mi ha insegnato che si può comprendere veramente un cliente solo cercando di mettersi nei suoi panni.
MB: Che ruolo riveste la governance familiare nel suo ruolo di amministratore delegato?
Nicolas Syz: La governance è fondamentale, soprattutto in una banca a conduzione familiare. Deve essere chiara, razionale e in linea con l’interesse collettivo. Siamo 280 collaboratori distribuiti su tre entità, e la nostra responsabilità è garantire che le decisioni vengano prese per il bene del gruppo, mai sotto l’influenza di dinamiche familiari.
Il mio rapporto con mio padre è al tempo stesso familiare e professionale. Lui guida il Gruppo Syz con una straordinaria energia imprenditoriale. Le nostre discussioni sono ricche di scambi e di punti di vista diversi. Nel mio ruolo, attribuisco grande importanza al raccogliere opinioni, al confronto di punti di vista e all’alimentare la riflessione collettiva prima di prendere una decisione.
I nostri obiettivi sono perfettamente allineati ed è proprio questo che rende solida la nostra governance.
MB: Il suo passaggio da Head of Wealth Management a CEO è recente. Cosa cambia nel suo rapporto con la professione?
Nicolas Syz: Negli ultimi sette anni ho lavorato a stretto contatto con i gestori e i clienti, sul campo. Il rapporto con il cliente è l’anima della nostra professione. È ciò che dà senso a tutto il resto.
Quando sono diventato amministratore delegato, ho detto ai nostri team una cosa molto semplice: voglio rimanere vicino a voi e ai nostri clienti. Il ruolo di amministratore delegato comporta ovviamente una dimensione più ampia: far funzionare l’organizzazione, garantire la crescita gestendo al contempo i rischi e continuare a innovare. Ma tutto ciò ha senso solo se si mantiene un legame diretto con le persone, sia all’interno che all’esterno della banca.
MB: Quali sono, secondo lei, le competenze chiave da sviluppare per il futuro della finanza romanda?
Nicolas Syz: Innanzitutto, la formazione continua. Il contesto cambia troppo rapidamente per poter smettere di imparare. Poi, l’agilità: la capacità di rimettersi in discussione, di evolversi, di adeguare il proprio modo di agire. Anche la cultura del feedback è fondamentale: accettare punti di vista diversi, rimanere aperti.
E poi c’è una frase che mi sta particolarmente a cuore: «Bisogna fare quello che si dice di voler fare». È semplice, ma è il fondamento della fiducia.
Mi piace lavorare con persone curiose, aperte e, a volte, fuori dagli schemi. Molti dei nostri collaboratori hanno avuto percorsi non lineari. E spesso è proprio questo che li rende così preziosi. Il nostro lavoro rimane innanzitutto un lavoro basato sulle relazioni: creiamo legami, costruiamo fiducia e, in fondo, alimentiamo un’energia collettiva.
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Nicolas Syz
Amministratore delegato della Banca Syz
Biografia
- Master in Scienze Politiche, Finanza e Strategia
- Laurea triennale e magistrale presso l’HEC dell’Università di Losanna, Marketing e Management
- Amministratore delegato di Syz Bank dal1° febbraio 2026
- In precedenza, responsabile del Private Banking presso Syz Bank
- Esperienza iniziale nel settore dei profumi (in particolare presso Firmenich)
«Il nostro logo arancione non è casuale: è un colore che trasmette slancio e positività. Cerco semplicemente di condividere questa energia con chi mi circonda.»
Nicolas Syz
